Cosa è successo
PsyPost riporta uno studio di psicologia e marketing che esamina come i chatbot che simulano l’intelligenza emotiva influiscono sul benessere psicologico e sociale degli utenti. I risultati riportati suggeriscono un compromesso: la vicinanza percepita a un chatbot empatico era associata a un miglioramento del benessere personale ma a una motivazione più debole per le relazioni faccia a faccia.
PsyPost riferisce che i ricercatori Shaphali Gupta, Sumit Saxena e Sonia Kataria hanno studiato gli effetti dell'intelligenza emotiva simulata nei chatbot sociali. Il rapporto afferma che i ricercatori hanno prima analizzato i commenti pubblici su Replika su Reddit, YouTube e Trustpilot. Tali commenti descrivono i chatbot come di supporto emotivo e, per alcuni utenti, utili nella gestione dello stress o delle situazioni difficili. La stessa analisi ha anche rilevato che alcuni utenti hanno riferito che l'intensa interazione con i chatbot ha ridotto il loro desiderio o il tempo per le amicizie offline. Queste osservazioni provengono dal resoconto dello studio di PsyPost e dai commenti degli utenti; non sono stati verificati in modo indipendente qui.
Secondo PsyPost, il primo esperimento ha coinvolto 167 studenti universitari della Generazione Z. I partecipanti hanno letto scenari che coinvolgevano un chatbot caratterizzato da un'intelligenza emotiva alta o bassa. Il chatbot ad alta intelligenza emotiva ha utilizzato linguaggio ed emoticon empatici, mentre il chatbot di confronto ha fornito risposte più robotiche. I questionari misuravano la vicinanza percepita al chatbot e il benessere personale e sociale. PsyPost riferisce che il chatbot più espressivo dal punto di vista emotivo ha migliorato il benessere psicologico ma ha ridotto il benessere sociale, con la vicinanza percepita che guida entrambi gli effetti.
PsyPost riferisce che un secondo esperimento ha coinvolto 350 studenti universitari assegnati a combinazioni di intelligenza emotiva simulata alta o bassa e chat di testo o realtà aumentata. Nella condizione di realtà aumentata, i partecipanti hanno guardato una dimostrazione e hanno immaginato il chatbot accanto a loro nella loro stanza. Il rapporto afferma che un’elevata intelligenza emotiva combinata con la realtà aumentata ha prodotto una maggiore vicinanza percepita e maggiori guadagni riportati nel benessere psicologico, insieme a un calo più marcato della volontà di impegnarsi in relazioni offline. La fonte non stabilisce se queste reazioni a breve termine diventerebbero cambiamenti comportamentali duraturi.
Dettagli della fonte: psypost.org ↗
Perché è importante
I risultati sono importanti perché i compagni di intelligenza artificiale sono sempre più progettati per fornire supporto emotivo, non solo per rispondere alle domande. Se la relazione segnalata tra la vicinanza dei chatbot e il ridotto coinvolgimento offline vale oltre gli scenari immaginati, la progettazione del prodotto potrebbe influenzare il modo in cui gli utenti cercano il supporto umano. Le prove sono preliminari e non mostrano che i compagni di intelligenza artificiale causino depressione, dipendenza o danni relazionali nella vita di tutti i giorni.
I risultati riportati separano due risultati che sono spesso trattati come intercambiabili: sentirsi meglio individualmente ed essere più connessi socialmente. Un chatbot può offrire conforto immediato o un ambiente con basso giudizio per l’espressione di sé, rendendo allo stesso tempo meno necessaria l’interazione umana. Questa distinzione è praticamente rilevante per gli utenti, le famiglie, i medici e i progettisti che valutano i sistemi complementari.
Il rapporto descrive le interazioni immaginarie tra gli studenti universitari piuttosto che l’uso esteso da parte di persone che fanno affidamento su un’app complementare reale. PsyPost afferma che gli esperimenti hanno misurato le reazioni a breve termine, quindi i risultati non possono stabilire causalità nella vita ordinaria, dipendenza emotiva a lungo termine o effetti sulle condizioni di salute mentale diagnosticate. L’articolo inoltre non conferma in modo indipendente i metodi o i risultati dello studio al di là del rapporto della pubblicazione.
Se il modello riportato viene riprodotto in studi del mondo reale, i sistemi associati potrebbero aver bisogno di garanzie che tengano conto del benessere sociale e della soddisfazione immediata dell’utente. PsyPost afferma che gli autori suggeriscono limiti di sessione e suggeriscono di incoraggiare la socializzazione offline dopo conversazioni emotivamente intense. Queste sono proposte dei ricercatori, non caratteristiche documentate di un particolare prodotto.
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Cosa guardare dopo
I limiti segnalati dallo studio rendono la ricerca a lungo termine particolarmente importante. Il lavoro futuro dovrebbe testare l’effettivo utilizzo sostenuto in tutte le fasce d’età ed esaminare se caratteristiche di progettazione come i limiti di sessione o le richieste di contattare le persone offline riducono lo spostamento sociale. L'accesso, i prezzi e la disponibilità nel mondo reale delle esperienze di chatbot discusse non sono documentati nella fonte.
La principale domanda irrisolta è se la vicinanza percepita a un chatbot emotivamente espressivo cambi il comportamento reale nel corso di settimane o mesi. PsyPost afferma che la ricerca futura potrebbe monitorare gli utenti per periodi più lunghi per esaminare la possibile codipendenza emotiva o la formazione di abitudini.
La popolazione oggetto dello studio era limitata agli studenti universitari e la fonte afferma che i partecipanti hanno risposto a scenari immaginati. I risultati possono differire per gli anziani, gli adolescenti, le persone che soffrono di grave solitudine o gli utenti che interagiscono quotidianamente con i compagni. Tali popolazioni non sono state stabilite dagli esperimenti riportati.
La fonte non documenta il lancio del prodotto, la disponibilità generale, i requisiti di accesso o i prezzi. Inoltre, non risulta che alcun chatbot specifico abbia indotto gli utenti ad abbandonare le relazioni umane. I lettori dovrebbero considerare i risultati riportati come uno studio iniziale di un possibile compromesso, non come una prova che i chatbot emotivamente intelligenti siano intrinsecamente dannosi o come un trattamento per la depressione.